Pronti per la primaria. No.

La scorsa settimana ero ancora con i piedi nella sabia e oggi, pronti via si comincia la scuola primaria. No. No. Eccheccazzo.

Non son mica pronto. Ne io, ne S. ne tanto meno T. Lui poi non immagina neppure che cosa gli aspetta, ingenuo. Che poi la cosa non coinvolge solo il pargolo. C’è tutta la famiglia che gravita intorno, con le proprie vite, i propri ritmi. Pronti al drastico cambiamento? No. 

Dopo la nomination per il padre dell’anno, lo tranquillizzo come solo io so fare

vai, piccolo. Oggi è il tuo primo giorno di scuola. SI, il primo di almeno altri 20 anni. Forza.

Dai, non son così merda. 

L’impatto è stato forte.  Il primo giorno entrano anche i genitori che non lavorano a quell’ora. Ogniuno accompagna al patibolo il proprio piccolo. I più sono spaesati, non capiscono il perchè son li, che ci fanno con tutta quella gente? Ma chi ha deciso poi? E dov’è il mio amico? Macchecazzo non sarà mica nell’altra classe. Maddai, ci sono solo 2 sezioni da 27h e lui non c’è. Ingiustizia. 

Ok, dobbiamo sederci qui? Voglio stare almeno vicino a qualcuno che conosco, almeno per adesso. Poi tanto ci sia alza e ci si sposta. No, dico ci si alza poi? Chiedo? Ah no. Ci sgridano? 

Potrebbe andare peggio? 

Niente waterini carini come nella scuola dell’infanzia. TURCHE. Si sa, quelle sono più igieniche. Cazzo.

Dovevano dircelo però, che non era così bello, che non c’era gente così simpatica, che poi insomma uno vuole una coccolina e non ci sono neppure i bacetti della mamma e papà come gli anni scorsi, che se a qualcuno veniva un po’ di tristezza.. 

Dai, però oggi si finisce presto e si torna a casa. 

Impatto tremendo. 

Potrebbe andare peggio? Piove a dirotto, siamo tutti bagnati. Sipario.

Dovevano bocciarmelo nei grandi..  Rivoglio essere un gufetto! Sigh!